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15 Dicembre 2017, 05:17:01
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Luna Rossa ITA-45 Stampa E-mail
Modelli - ACC
Scritto da Federico   
L'idea di costruire un modello di Luna Rossa mi è venuta nel 1999, mentre l'originale era impegnato a regatere ad Auckland, in Nuova Zelanda. Essendo appassionato di aereomodellismo e vela da seempre, è stato naturale unire le due cose!
Il punto di partenza del lavoro è stato un progetto trovato su Modellistica International. Inizialmente ho apportato delle modifiche al progetto, ma in seguito ho deciso di partire da zero e ho ridisegnato il modello con l'aiuto del CAD basandomi sulle numerose foto trovate nelle riviste e sulle specifiche della barca trovate in rete.

Per ulteriori informazioni sul progetto e per poterlo scaricare vai a questa pagina .

La costruzione è classica: ordinate in compensato rivestite da listelli di balsa rastremati alle estremità; il tutto rivestito esternamente da un leggero strato di fibra di vetro e resina epoxy. Il rivestimento è stata la parte più dura della costruzione, ma il risultato è valso gli sforzi. Lo scafo pesa poco più di uno scafo interamente in vetroresina ma in compenso è molto più robusto e rigido.

Albero e boma sono di fibra di carbonio. Per l'albero ho utilizzato una stecca da vela a sezione conica acquistata in veleria. Al fine di ottenere la sezione "a pera" ho incollato sulla stecca un secondo tondino di carbonio di sezione inferiore e ho riempito i lati con un impasto di resina e microballoons. Infine ho fresato la canaletta della randa. Le crocette sono sagomate con un profilo alare e sono realizzate in balsa e rivestite in fibra di vetro.

Anche le appendici sono fatte di legno e ricoperte in fibra di vetro: il timone è in balsa e la deriva in compensato. Il bulbo è stato realizzato in piombo fuso. Il profilo del bulbo e la sezione delle appendici sono stati ottimizzati per avere il massimo rapporto portanza/resistenza usando un software gratuito chiamato Xfoil e un programma CFD a cui avevo accesso all'università.

Le vele sono realizzate in poliestere leggero e tessuto di mylar/kevlar. Per ottenere delle vele con la forma adeguata ho usato uno scalo autocostruito. Le stecche della randa sono di plastica leggera ma non sono ancora totalmente soddisfatto del risultato; c'è spazio per sperimentare altre soluzioni.

Dopo quasi due anni dall'inizio del progetto è avvenuto il varo. La mia preoccupazione maggiore era per il bilanciamento ma la barca si è dimostrata abbastanza neutra e divertente da timonare. Il timone è risultato un po'sottodimensionato: alle basse velocità la manovrabilità è piuttosto limitata, perciò lo sto rifacendo aumentandone la superficie. Mi dispiace ma non ho ancora delle fotografie decenti del modello in acqua. Dopo tanto lavoro, vederla accelerare di bolina, sbandata, mi fa respirare l'aria del Golfo di Hauraki e mi ripaga di tutte le sere passate con le mani sporche di colla!


Ultimo aggiornamento ( luned́ 29 gennaio 2007 )
 
 
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